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La diga di MolareMolare. Ottanta anni fa, nel 1935 nel Comune di Molare, “nella mattinata del 13 agosto uno dei due sbarramenti deno­minato “diga secondaria di sel­la Zerbino” collassò... Una grande ondata si riversò a val­le, seminando morte e distru­zione lungo tutto il corso del­l'Orba, sino alla lontana con­fluenza con il fiume Bormida, posta alle porte di Alessandria. Le vittime accertate furono 111 (di Molare e soprattutto del Borgo di Ovada). Da allora la diga principale del Bric Zerbino alto 47 metri, è ormai nota alle genti del posto come la “Diga di Molare”.

Bonaria, grande studioso e conoscitore della tragedia, è ancora autore di alcuni arti­coli divulgativi riguardanti l'e­vento disastroso di Molare. La diga secondaria nella sella Zerbino non ha retto alla massa di ac­qua, e metri e metri cubi di ac­qua e detriti si sono riversati lungo il torrente Orba, causan­do danni irreparabile sino a travolgere il Borgo di Ovada. 111 furono i morti di quel disa­stro immane, che ancora oggi tanti ricordano, tanto che il Re in persona (Vittorio Emanuele III°) venne poi sul luogo del di­sastro per l'inaugurazione del­l'attuale ponte ed una targa marmorea tuttora presente ne ricorda l'avvenimento.

Per ricordare questa trage­dia, ci saranno in zona diversi appuntamenti. Il primo è previ­sto per il 9 agosto: il Comune di Molare, l'Anti incendi boschi­vi ed il Cai, ricorderanno il fatto con una lunga passeggiata che, partendo dalla cascina Bottino sopra Albareto, conve­trgerà poi alla vecchia diga. A Bottino, punto di ristoro, offerto dalla Pro Loco di Battagliosi- Albareto.

Ad Ovada il 25 e 26 settembre, due giorni di convegno riservato agli studiosi, dal titolo “Molare 1935-2015: il Vajont dimenticato delle Alpi Liguri”, promosso in collaborazione con l'Ordine dei geologi del Piemonte e Liguria. Sabato 26 nel salone “padre Giancarlo” della Chiesa dei Cappuccini in via Cairoli, dibattito con esperti e docenti sulle cause del crollo della diga di Gleno, della frana di Val di Stava e del Vajont.

Vittorio Bonaria, geologo mo­larese, ha scritto il libro “La storia della diga di Molare – un Vajont dimenticato”, edito da ErgaColla Archivi.

Intervento di pulizia alla diga di Ortiglieto

Molare. Se il Genio Civile lo consentirà, già dalla settimana in corso potrebbe iniziare l'intervento di manutenzione ordinaria per la diga di Ortiglieto, da tempo programmato dalla Tirreno Power.

La stessa azienda ha annunciato i punti, principali e secondari, dell'intervento, alla fine di una riunione congiunta con i Comuni di Ovada e di Molare, la società Acque Potabili e l'Amag..

In dettaglio, il livello dell'acqua presente nell'invaso sarà abbassato progrerssivamente, per consentire così ai mezzi meccanici ed alle ruspe di entrare in loco, per rimuovere fango e detriti e per la pulitura degli scarichi.

Non dovrebbebero esserci conseguenze per l'acqua dell^Orba, in questo periodo oggetto di diffusa balneazione sino al ponte di molare, visti i giorni torridi di uesto luglio caldissimo da record.. Tuttalpiù il suo livello potrebbe sollevarsi appena di un po' ma in modo quasi impercettibile all'occhio umano.

Non ci sarà neppure un'ordinanza riguardante la balneazione, nel periodo dell'intervento.